La Moschea e Madrasa al-Ashrafiyya di Taʿizz è considerata uno dei capolavori architettonici e artistici dell’epoca rasulide (628–856 H / 1229–1442 d.C.), durante la quale la città di Taʿizz divenne capitale del regno. La Madrasa fu costruita per volontà del sultano al-Ashraf II, Ismaʿil ibn al-ʿAbbas, che regnò dopo suo padre al-ʿAbbas nel periodo compreso tra il 778 e l’802 H (1376–1400 d.C.). A partire dal 1400, il complesso divenne luogo di sepoltura della famiglia reale. Dal 1500 ospitò inoltre una madrasa destinata agli orfani e una grande biblioteca.
L’edificio nel suo complesso, e in particolare le decorazioni, i motivi ornamentali e le pitture murali policrome, subirono gravi danni a causa del trascorrere del tempo, di lunghi periodi di abbandono e di interventi inadeguati alla sua manutenzione e conservazione. Tali interventi, insieme alle infiltrazioni di acqua piovana, provocarono il deterioramento di ampie parti dell’aspetto interno dell’edificio. Nonostante ciò, il complesso conservava ancora numerosi elementi di grande valore estetico, rendendo possibile il restauro delle parti danneggiate e il recupero dell’aspetto originario compromesso dagli interventi precedenti.
Nel 1978 furono realizzati interventi di emergenza mediante l’inserimento di travi in cemento armato nelle murature, sotto i tamburi delle cupole e gli architravi della sala di preghiera. Tale intervento causò la perdita di oltre 105 metri lineari di iscrizioni e motivi vegetali. Furono inoltre inserite travi in cemento armato sulla sommità del cortile dei mausolei e una colonna all’esterno della sala di preghiera.
Tra il 1983 e il 1996 furono rimossi gli strati di intonaco accumulatisi sopra le decorazioni in gesso presenti sulle pareti della sala di preghiera.
Nel 2003, con il patrocinio dell’UNESCO, furono realizzati uno studio preliminare e una documentazione del monumento, che costituirono la base per l’avvio del progetto di restauro.
Nel 2005 ebbero inizio gli interventi di consolidamento strutturale e restauro architettonico, nell’ambito di un progetto complessivo riguardante l’intero edificio e i suoi annessi, realizzato dal Fondo Sociale per lo Sviluppo (SFD). Successivamente il progetto incluse anche il restauro specialistico delle pitture murali, in collaborazione con l’Istituto Veneto per i Beni Culturali (IVBC).
Alla fine di ottobre 2014 furono completati i lavori di restauro complessivo dell’edificio e dei suoi annessi.
Il 22 gennaio 2015, il progetto è stato consegnato al consiglio locale del Governatorato di Taʿizz e l’edificio è stato ufficialmente aperto al pubblico nel corso di una cerimonia inaugurale.
È importante sottolineare che, nell’ambito del progetto, furono formati oltre 66 tecnici restauratori locali nella gestione dei progetti di restauro e nel restauro specialistico di pitture murali, stucchi, materiali lapidei e manufatti lignei di valore archeologico. La formazione si svolse con il sostegno e sotto la supervisione di esperti italiani dell’Istituto Veneto per i Beni Culturali (IVBC), Il progetto ebbe una durata complessiva di dieci anni consecutivi e generò circa 136.000 giornate lavorative, calcolate in giornate/persona.